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AI CHI® - il nuovo TAI  CHI  ACQUATICO

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"Con Woga e Ai-Chi si danza seguendo il flusso dell'onda e si sperimentano nuove applicazioni basate sul controllo della respirazione e sulla meditazione".

Che cos’è Ai Chi ®?

L’Ai Chi ® è il nuovo Tai Chi Acquatico – creato dal maestro giapponese Jun Konno. Riunisce i benefici della pratica del Tai Chi Chuan – una “meditazione in movimento” per stimolare la circolazione del Chi – così è chiamata in Oriente l’energia vitale che scorre attraverso i “meridiani” – e il ritmo del respiro, che diventa più profondo, a quelli procurati dallo stretching e da altri esercizi di fluidità che si “giocano” nell’acqua tiepida di una vasca benessere.

Maggio 2009 Jun Konno, che condurrà il corso per Istruttori di Ai Chi


Jun Konno e Italo Bertolasi vi accompagneranno nella scoperta e all’approfondimento di questa disciplina affascinante e meditativa, efficace e armoniosa, adatta a tutti, propedeutica alla pratica del watsu e subito proponibile nelle strutture termali e non, purché l’acqua sia calda e con una altezza ottimale; l’Ai Chi è un nuovo bodywork acquatico che ci propone i movimenti calmi del Tai Chi “danzati” questa volta in un’acqua tiepida (circa 35°) e bassa (circa 1,20m).

La danza dell’Ai Chi è fatta di movimenti armonici che ripetono le forme rotonde del cerchio e che seguono la “danza” del respiro. L’Ai Chi riunisce i benefici del Tai Chi Chuan, che armonizza corpo e mente tonificando il “Chi” – l’energia vitale –, a quelli di uno stretching in acqua tiepida, sui muscoli e sui “meridiani”. La sequenza del Tai Chi acquatico alterna azione a riposo, dolcezza a vigore. Così all’interno di noi si possono armonizzare le due forze vitali: quella dello Yin – fredda e femminile – e quella dello Yang – calda e maschile – regolando così il nostro equilibrio psicofisico.

Per questa occasione è stato progettato un corso “flessibile”, costituito da due moduli consecutivi, che si possono frequentare entrambi o separatamente; inoltre i costi di soggiorno e partecipazione sono davvero contenuti.

Programma del corso

MODULO BASE, condotto da Italo Bertolasi: sabato 23 e domenica 24 maggio 2009.

Italo insegnerà il kata creato da Jun Konno, composto da 19 movimenti; inoltre saranno proposte nel verde del parco esperienze di Qi Gong, Tai Chi e molto altro.

MODULO PROFESSIONALE, condotto da Jun Konno e Italo Bertolasi:

lunedì 25 a mercoledì 27 maggio.

Al termine della giornata di mercoledì Jun ed Italo consegneranno i diplomi di Istruttore di AI CHI rilasciati dal “Aqua Dynamics Institute di Yokohama” – Giappone – il cui presidente è Jun Konno.

I partecipanti al “modulo professionale” saranno gratuitamente inseriti nell’elenco istruttori

Le Sequenze dell' AI-CHI

La sequenza dei 19 movimenti dell’Ai Chi ci rieduca ad un “galateo” di gesti lenti, eleganti e circolari che ci aiutano ad “ascoltare” con grande attenzione le sensazioni corporee e le emozioni che sorgono dal profondo del “cuore”. Così si può entrare in uno stato di “calma e pace” che si manifesta nella “danza” del corpo che si “ascolta”, si “scioglie” e si “libera”. Lo stretching acquatico stimola la fluidità dei movimenti naturali del corpo che riacquista spontaneità, energia e libertà di movimento. E rivitalizza il flusso vitale del Chi attraverso i meridiani. Tai Chi e Ai Chi sono pratiche meditative che assomigliano ad altre discipline orientali – tiro con l’arco, cerimonia del Tè, arti marziali, e che aumentano la nostra consapevolezza.

L’Ai Chi riunisce i potenziali dell’acqua calda a quelli della meditazione Zen e del fitness acquatico in una sequenza prestabilita di movimenti, facili e piacevoli, che procurano stati di benessere, gioia e serenità.  E’ stato creato nel 1991 da Jun Konno, ex trainer della nazionale olimpionica di nuoto giapponese, che oggi dirige l’ “Aqua Dinamics Institute” di Yokohama.  

L’Ai Chi è una pratica individuale e meditativa – perché acuisce una straordinaria capacità d’ascolto – e ancora precisa nel gesto – per rafforzare disciplina e maestria. L’Ai Chi conserva inoltre i principi della cultura Zen. Dove la prima regola è quella di compiere ogni gesto senza sforzi inutili e in certi casi senza il “fare”. In acqua, per esempio, tutto può accadere lasciandosi fluire. E’ il principio del Wu Wei  - la non azione. Quando si agisce in modi diretti e spontanei.   

L’Ai Chi è una potente meditazione che accresce salute, consapevolezza e la nostra forza interiore. Per praticarlo ci si immerge in un’acqua “bassa”: l’altezza ideale è di 1,20 mt. Con i piedi ben radicati al fondo vasca, le gambe leggermente allargate e piegate, e le spalle immerse nell’acqua. Questa “messa a terra” – grounding – prima di praticare le “forme”, ci dona equilibrio e stabilità. 

La pratica dell’Ai Chi nell’acqua calda di una vasca benessere ci mette in contatto con i quattro elementi: la terra – che si contatta con piedi che si radicano al fondo vasca – il fuoco – che riscalda l’acqua dal nucleo incandescente della terra – l’acqua – che ci fa galleggiare e danzare – e l’aria – che ci “nutre” respirando
I movimenti dell’Ai Chi si praticano, come quelli del Watsu – shiatsu in acqua – e del Woga – yoga acquatico – in un’acqua tiepida e “ostero auri” – 34/35° - che ci sostiene, ci “riscalda” e ci rilassa. Questa temperatura condiziona la “risposta” del nostro sistema termoregolatore che si attiva nel cervello – ipotalamo – e che ha nei termo recettori della pelle i suoi “sensori”. 

E che regola sia la produzione di calore – termogenesi – che la sua dispersione – termolisi – per mantenere costante la temperatura corporea – 36/37°. L’acqua a 35° conserva l’equilibrio termico del nostro corpo ai valori ottimali e ci procura sensazioni di benessere e serenità. Praticando i movimenti, lenti e circolari, dell’Ai Chi può emergere allora il piacevole ricordo delle “danze” nel liquido amniotico del ventre materno. Nostro paradiso prenatale.

L’Ai Chi è un “body work” acquatico completo che accresce la sensibilità e la consapevolezza sensoriale. Il nostro corpo è attraversato da nervi “sensori” dotati di “propriocettori” che registrano ogni stimolo rimandando poi tutte queste “informazioni” – impulsi nervosi – al midollo spinale e al cervello. E che si concentrano soprattutto nella zona delle articolazioni. Nell’acqua tiepida la pelle, stimolata dal calore, dalla pressione e dal movimento acqueo, si rivitalizza e sensibilizza trasformandosi in un’antenna. La “danza” dell’Ai Chi, che procura flessioni ed estensioni su tutto il corpo, è un’ottima ginnastica posturale che ci aiuta ad ampliare non solo lo schema dei nostri movimenti base ma anche la coordinazione motoria e la percezione dell’unità corpo /mente/spirito.
 
La sequenza di 19 movimenti dell’Aichi si può imparare facilmente in un fine settimana. All’inizio della pratica si possono studiare solo i primi “5 movimenti del respiro” ripetendoli più volte. Dopo aver raggiunto la padronanza del gesto, tutto fluirà con armonia e naturalezza. Il respiro ritroverà così il suo ritmo naturale.

Ci insegna il maestro di shiatsu Shizuto Masunaga :“La pratica rende perfetti…ciò significa che occorre ripetere  i movimenti più volte finché sincronizzazione e ritmo sono direttamente connessi al respiro…chi ha raggiunto la padronanza della tecnica, sa che controllando intenzionalmente il respiro con tale conoscenza, non è altro che intralciarlo e così complicare il processo di apprendimento”. Praticando con costanza e con umiltà si riuscirà all’inizio a padroneggiare la tecnica, poi muovendoci nell’acqua con facilità ed eleganza, ad entrare profondamente nel “Cuore” dell’Ai Chi.

Ci spiega ancora Masunaga: “ E’ sempre difficile afferrare il punto essenziale di ogni pratica o tecnica speciale. In Giappone la padronanza di una tecnica è chiamata kokyu e significa “far scendere giù il respiro”. In ogni sforzo che richiede coordinazione la parte cruciale è sempre la respirazione e il ritmo – sincronizzazione. La respirazione naturale avviene automaticamente in accordo con i movimenti. Quando l’esecuzione di un nuovo movimento diviene naturale, ciò significa che la respirazione è in perfetta sincronizzazione con il movimento”.

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